''I gesti scaramantici sono un tentativo di controllare gli eventi. Molte cose che accadono nella nostra vita sono imprevedibili. Ciò crea frustrazione e insicurezza in molte persone. Di conseguenza, ci si illude che certi gesti o riti abbiano un rapporto di causa-effetto sulle vicende personali'', spiega Silvano Fuso, divulgatore scientifico e socio del Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul personale.
''Tali rapporti di causalità in realtà non sono mai stati dimostrati e sono smentiti nella maggior parte dei casi. Tuttavia, molti di noi ci credono perchè si basano su pochi episodi isolati, che sembrano confermarli, o che ci sono stati raccontati da altri e tramandati per tradizione''.
La resistenza della scaramanzia si spiega dunque con il permanere di condizioni di insicurezza e incomprensione intorno a noi che non riusciamo a dominare. ''L'irrazionalità è una componente ineliminabile dell'uomo'', continua Fuso. ''A volte siamo scaramantici anche senza rendercene conto. Quando diciamo 'Buongiorno' o 'In bocca al lupo' a qualcuno, stiamo usando scaramanzie, diventate oramai forme di cortesia.
Tra i cacciatori è diffuso il divieto di augurare 'buona caccia'. Bisogna dire invece 'in bocca al lupo'. Sembra che l'origine di questa formula abbia a che fare con il senso di colpa, che anticamente imponeva al cacciatore di cacciare ''come se non cacciasse''. C'era un tempo, infatti, in cui l'uccisione del lupo era considerata un'azione necessaria perchè consentiva all'uomo di non morire di fame o di evitare il pericolo dei lupi. Augurare fortuna, invece, significherebbe 'sfidare il fato'.


