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giovedì 15 novembre 2012

I riti scaramantici servono per gestire l'insicurezza

''I gesti scaramantici sono un tentativo di controllare gli eventi. Molte cose che accadono nella nostra vita sono imprevedibili. Ciò crea frustrazione e insicurezza in molte persone. Di conseguenza, ci si illude che certi gesti o riti abbiano un rapporto di causa-effetto sulle vicende personali'', spiega Silvano Fuso, divulgatore scientifico e socio del Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul personale.



''Tali rapporti di causalità in realtà non sono mai stati dimostrati e sono smentiti nella maggior parte dei casi. Tuttavia, molti di noi ci credono perchè si basano su pochi episodi isolati, che sembrano confermarli, o che ci sono stati raccontati da altri e tramandati per tradizione''.


La resistenza della scaramanzia si spiega dunque con il permanere di condizioni di insicurezza e incomprensione intorno a noi che non riusciamo a dominare. ''L'irrazionalità è una componente ineliminabile dell'uomo'', continua Fuso. ''A volte siamo scaramantici anche senza rendercene conto. Quando diciamo 'Buongiorno' o 'In bocca al lupo' a qualcuno, stiamo usando scaramanzie, diventate oramai forme di cortesia.



Tra i cacciatori è diffuso il divieto di augurare 'buona caccia'. Bisogna dire invece 'in bocca al lupo'. Sembra che l'origine di questa formula abbia a che fare con il senso di colpa, che anticamente imponeva al cacciatore di cacciare ''come se non cacciasse''. C'era un tempo, infatti, in cui l'uccisione del lupo era considerata un'azione necessaria perchè consentiva all'uomo di non morire di fame o di evitare il pericolo dei lupi. Augurare fortuna, invece, significherebbe 'sfidare il fato'. 

lunedì 28 maggio 2012

Luoghi da visitare: GINEVRA (da 'L'Espresso')


Ha la più alta qualità della vita al mondo, il regista polacco Kieslowski la disegnò come una bella dama in ''Film Rosso'', il filosofo Jean Jacques Rousseau amava passeggiare nella zona antica della città ''perchè la marcia ha qualcosa che anima e ravviva le mie idee'', mentre Franz Liszt cercava di catturare, in questa città con l'acqua e la montagna intorno, le note per i suoi concerti. Siamo a Ginevra, dove l'omonimo lago abbraccia il fiume Rodano. Siamo nella città dell'economia, dell'istruzione, dei trasporti, siamo nel posto dove si vive meglio al mondo e soltanto per questo motivo meriterebbe una visitina.


Ma in realtà Ginevra, città degli orologi, del salone dell'auto e capitale della pace. mostra al visitatore non solo il suo simbolo, ovvero il ''jet d'eau'', un'affascinante fontana sul lago Lemano il cui getto genera una colonna d'acqua alta ben centocinquanta mt., non solo la Cattedrale di Saint Pierre, non solo la Place du Bourg de Four, la piazza più antica della città, il vero e proprio centro della città vecchia. Ginevra si mostra come una nobildonna e può essere scoperta passeggiando, in quanto i viali, le vie che costeggiano il lago, gli innumerevoli parchi, i singolari vicoli del centro storico sono un invito a vivere l'atmosfera di questa città, dalle numerose e grandi attività, in pieno relax. Non dimenticate di attraversare la Grand Rue, ove nacque il filosofo del secolo dei Lumi, una delle più antiche vie cittadine e di fare una visita alla sua casa natale.


Che cosa contraddistingue Ginevra agli occhi del mondo e della Svizzera? La sua rilevanza internazionale, ben più importante di qualunque altra città di 200'000 abitanti. Attualmente, la seconda città della Svizzera ospita una ventina di organizzazioni internazionali. Le missioni permanenti di oltre 160 Stati rappresentano i rispettivi governi presso le organizzazioni e le conferenze internazionali. Definita come «la più piccola delle grandi metropoli» o come «la città della pace», tra le altre cose Ginevra ospita la sede europea dell’ONU. I vialetti in riva al lago Lemano, i parchi, le antiche viuzze e le eleganti boutique sono un invito a piacevoli passeggiate. La Città di Ginevra ha la responsabilità finanziaria di una trentina di spazi e sale da spettacolo, di undici musei, della rete delle Biblioteche Comunali e della Biblioteca di Ginevra.
(a cura di giovanni scipioni da L'Espresso)
altra fonte: www.ville-geneve.ch