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martedì 30 ottobre 2012

Scoperta in Congo la scimmia dal volto umano: il Lesula

Dotato di una struttura fisica smilza e allungata, misura quasi cinquanta centimetri, è in possesso di un volto assai singolare e di un carattere tranquillo, mansueto e socievole. Si tratta del primo identikit del '' lesula '', in ambito scientifico conosciuto anche con la denominazione di '' Cercopithecus lomamiensis '', ovvero la nuova specie di scimmia rinvenuta al centro della foresta africana, esattamente nella Repubblica del Congo.

La scoperta è stata opera di una coppia di ricercatori statunitensi, tali John e Terese Hart, i quali videro per la prima volta un lesula in cattività nel corso del 2007, nella casa di un insegnante: di lì, decisero di individuarne altri esemplari, ma in libertà. Gli Hart hanno fin qui conteggiato 48 '' lesula '', in un'area di quasi diciassettemila chilometri quadrati nella foresta nel medio corso del fiume Lomami, una regione con una grande varietà di primati: in 28 anni, è la seconda volta che in Africa viene scoperta una nuova specie di scimmia.


"Questa scoperta potrebbe essere solo la prima in quest'enome foresta tropicale poco conosciuta", ha affermato l'antropologo Andrew Burrell della New York University, il quale ha partecipato allo studio. Il Lesula assomiglia alla scimmia faccia di gufo (Cercopithecus hamlyni), tuttavia hanno requisiti differenti, in modo particolare nel colore del pelo, che va dal rosa al grigio marrone. Ma dopo una serie di analisi del Dna è stato dimostrato inequivocabilmente che invece si tratta di una nuova specie e differisce dal suo parente più vicino.

Nonostante la scoperta scientifica sia avvenuta in ritardo, il rischio di estinzione per il Lesula rimane purtroppo agguato. Per quanto la remota regione centrale della Repubblica del Congo, dove vive il Lesula, non soffra dell'espansione degli insediamenti umani o minerari, è comunque preda della caccia delle popolazioni locali in virtù della sua carne. Hart e i suoi collaboratori hanno proposto dunque di prendere misure cautelative, per regolare la caccia e istituire un Parco Nazionale del Lomami.

sabato 16 giugno 2012

I 40.000 anni dell'arte rupestre (da Repubblica)

Forme astratte, animali stilizzati, figure antropomorfe: segni eleganti, molto sofisticati se si pensa che a tracciarli sono stati, sulle pareti di grotte e rifugi, i primi esemplari di uomo moderno arrivati in Europa. Sono moltissime le testimonianze di arte rupestre paleolitica nel vecchio continente, dai capolavori della grotta di Lascaux agli animali di Chauvet, in Francia, ad Altamira in Spagna, patrimonio dell'umanità Unesco, per citare alcuni dei più famosi. E restituiscono un archivio d'eccezione delle prime manifestazioni di quel pensiero simbolico che caratterizza Homo sapiens e segna un salto di qualità rispetto agli altri ominidi, aprendo la strada ad una cultura moderna. E' difficile collocare esattamente nel tempo queste prime prove artistiche e stabilirne una cronologia esatta. Adesso, grazie all'ausilio di una tecnica basata sulla datazione uranio-torio, meno invasiva rispetto al radio-carbonio, un team internazionale di scienziati coordinati da Alistair Pike dell'Università di Bristol (Regno Unito), ha riportato indietro le lancette di alcune migliaia di anni per 50 pitture in 11 siti preistorici nella Spagna nordoccidentale - fra cui Altamira, El Castillo e Tito Bustillo - retrodatandole. In modo particolare, un disco di colore rosso sui muri del sito di El Castillo risulta risalire, in base a questi ultimi calcoli, ad almeno 40.800 anni fa, insieme all'impronta di una mano, anch'essa di pigmento rosso, che scivola indietro fino a 37.300 anni fa, ma potrebbe anche essere contemporanea alla figura precedente. Diventano così le più antiche forme di arte rupestre europea, dicono Pike e colleghi nello studio pubblicato sull'ultimo numero di ''Science''. Anche un altro simbolo claviforme che compare in una camera policroma da Altamira è stato retrodatato dal gruppo a 35.600 anni fa.  Collocare queste testimonianze più indietro nel tempo dà indicazioni utili sull'evoluzione dello stile: l'impronta della mano di El Castillo rivela infatti che questo tipo di decorazione è una delle più antiche in Europa. Gradualmente, poi, le forme non figurative hanno lasciato spazio ad immagini animali ed antropomorfe comparse dopo...(CONTINUA)  
( a cura di alessia manfredi da 'la repubblica' )
fonte: http://www.repubblica.it/scienze/2012/06/14/news/spagna_arte_rupestre_retrodatata-37177206/