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domenica 28 ottobre 2012

Le donne che smettono di fumare ne guadagnano dieci anni di vita

Non fumare più può allungare la vita di dieci anni! Almeno alle donne. È l'esito di una grande ricerca denominata "Million Women", apparsa in Internet su Lancet per omaggiare il centesimo anniversario della nascita di Richard Doll, ossia il primo ricercatore che ha identificato la correlazione tra tumore del polmone e fumo. L'hanno messa a punto studiosi facente parte dell'università di Oxford, i quali si dicono sicuri del fatto che i risultati sono validi anche per gli uomini. Il nome della ricerca, però, deriva appunto dall'enorme numero di femmine arruolate: 1,3 milioni, dai 50 ai 65 anni, coinvolte tra il 1996 e il 2001. Le partecipanti hanno risposto a un test sullo stile di vita, sulle caratteristiche mediche e sociali e sono state interpellate dopo 3 anni. Il Servizio sanitario nazionale britannico ha notificato ai ricercatori le eventuali morti delle volontarie, in tutto 66mila in un arco di tempo di dodici anni, periodo durante il quale sono stati effettuati gli studi sul campione.


Il principale dato che esce fuori dallo studio è che i rischi del fumo e di conseguenza, i benefici per chi smette, sono maggiori di quanto suggerito da ricerche precedenti: fumatori che hanno chiuso con il vizio a 30 anni circa evitano ben il 97% del rischio di morte prematura, e anche se chi fuma fino a 40 è esposto a gravi pericoli, questi raddoppiano se si prosegue con le "bionde" oltre questa età. Secondo l'opinione di Giovanni Caldara, co-autore dello studio, «se le donne fumano come gli uomini, muoiono come loro. Ma, siano essi uomini o donne, i fumatori che smettono prima di aver raggiunto la mezza età guadagnano in media un "extra" di un decennio di vita. Sia nel Regno Unito che negli Usa, le donne nate intorno al 1940 sono state la prima generazione in cui molte hanno fumato un numero considerevole di sigarette per tutta la vita. Quindi, solo nel ventunesimo sec. abbiamo potuto guardare direttamente tutti gli effetti del fumo prolungato e della cessazione del vizio sulla mortalità prematura».


Il 20 per cento delle partecipanti fumava, il 28 per cento aveva fumato in passato e il 52 per cento non fumava. Quindi gli esiti: le donne che erano ancora "schiave" della sigaretta a 3 anni di distanza dalla prima intervista sono risultate quasi tre volte più a rischio di morire nei successivi 9 anni rispetto alle non fumatrici, ma va sottolineato che il rischio si riduce nel momento in cui si dice addio alle "bionde". I rischi di morte tra chi fuma, inoltre, aumentano vertiginosamente con la quantità di sigarette accese. Eppure, anche per i fumatori "leggeri" (una sigaretta al giorno), i tassi di mortalità risultano doppi rispetto a quelli di chi non ha il vizio del fumo.

fonte: http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/12_ottobre_26/fumo-donne-longevita_9faee91e-1f6a-11e2-8e43-dbb0054e521d.shtml

lunedì 6 agosto 2012

Avanza l'E-Book: nel Regno Unito il digitale vende più dei cartacei

L'era del libro digitale si consolida anche in Europa, non provocando affatto una diminuzione della lettura, ma anzi un grande aumento. Il colosso creato da Jeff Bezos ''Amazon'', ovvero il più grande store online per comprare libri (e altri innumerevoli prodotti on line) ha comunicato cifre che testimoniano che per la prima volta il numero di E-book scaricati a pagamento nel Regno Unito supera quello dei testi cartacei acquisiti in libreria. La Gran Bretagna è uno dei paesi europei più avanzati come diffusione di Internet e vendite di Kindle o altri lettori digitali, ma gli esperti ritengono che il dato rappresenti un 'trend' in procinto di concretizzarsi in tutto il Vecchio continente, probabilmente più presto del previsto. Stando ai risultati forniti da Amazon, per ogni cento libri di carta comprati in una libreria britannica ne sono stati scaricati a pagamento 114 su un lettore Kindle. Non solo, ma Amazon cita dati  in suo possesso da cui si evince che in Inghilterra i possessori di un lettore digitale acquistano oggi mediamente 4 volte più libri di quanti ne compravano in precedenza in formato cartaceo.

"Siamo di fronte a un rinascimento della lettura, anziché alla decadenza che alcuni prevedevano", dichiara un portavoce dell'azienda. Internet e il digitale, insomma, fanno leggere (e scrivere - se si contano e-mail, sms, chatline e social media come Facebook e Twitter) molto di più di prima. Dice Jorrit Van der Meulen, vice-presidente della Kindle per l'Europa, interpellato dal tabloid londinese 'Guardian': "Per la prima volta, i consumatori britannici stanno comprando più libri digitali che libri di carta. Negli Usa, abbiamo raggiunto questa pietra miliare in meno di quattro anni dopo l'introduzione del Kindle. Ma nel Regno Unito l'abbiamo raggiunta in meno di due anni ed è quindi un traguardo ancora più straordinario. Vendiamo più libri che mai, per conto di autori ed editori". 
( a cura di enrico franceschini da La Repubblica )
fonte: http://www.repubblica.it/economia/2012/08/06/news/amazon_in_gran_bretagna_l_e-book_scavalca_la_carta-40451616/