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giovedì 2 gennaio 2014

Ricerca genetica: si sperimentano virus-corrieri per combattere il cancro

Direttamente dalla ricerca genetica arriva una nuova arma per combattere il cancro: cellule che i tumori normalmente 'corrompono', riuscendo a trasformarle in 'aiutanti', sono state mutate in efficaci corrieri di 'bombe' antitumorali. La ricerca apparsa su ''Science Translational Medicine'' è stata messa a punto da un team di ricercatori capeggiato dall'Istituto Telethon per la Terapia Genica (Tiget) del San Raffaele di Milano, in collaborazione con l'Università del Queensland (Australia).


"Abbiamo adattato - ha dichiarato Luigi Naldini, uno dei responsabili del lavoro e direttore del Tiget - la tecnica di trasferimento genico e ingegnerizzazione delle cellule del sangue al trattamento dei tumori". Lo studio ha infatti sfruttato la stessa tipologia di 'corrieri', dei virus resi inoffensivi, già adoperata per inserire geni 'corretti' in cellule staminali di bambini affetti da gravi malattie genetiche. In questo modo è stato inserito un gene anti-tumorale, l'interferone alpha: una 'bomba' capace di uccidere le cellule tumorali ma talmente tossica da non poter essere somministrata nelle modalità 'tradizionali'. 


Così facendo, l'interferone si accumula solo nel tumore dove può esercitare la sua funzione evitando così gli effetti tossici. "Una volta nel tumore - ha spiegato Roberta Mazzieri, una delle responsabili dello studio - l'interferone agisce ri-programmando il micro-ambiente tumorale da una condizione favorente la crescita ad una condizione ostile". 

fonte: http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2014/01/02/-Bombe-antitumorali-nuova-arma-ricerca-genetica_9845015.html

martedì 3 aprile 2012

'Ri-addestrare' le cellule-soldato per sconfiggere i tumori del sangue (da Salute24)

“Riscrivere” il codice di attacco degli anticorpi per curare i tumori del sangue. Sembra un copione uscito da un film di fantascienza, ma potrebbe essere il futuro della lotta alle leucemie e ad altre forme di cancro. Ci stanno lavorando, con una procedura innovativa, i ricercatori del San Raffaele di Milano all’interno di un gruppo internazionale guidato da Chiara Bonini (responsabile dell’Unità di Ematologia sperimentale del San Raffaele di Milano), in collaborazione con Luigi Naldini (direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica), con uno studio pubblicato su Nature. Il nostro sistema immunitario è attrezzato, ma non in maniera sufficiente e ideale, per combattere le cellule del cancro. L’arma naturale sono gli anticorpi e tra di essi i linfociti T, le cellule-soldato che ci difendono da infezioni virali, batteriche e fungine, e che da tempo sono al centro di sperimentazioni sulla “immunoterapia cellulare adottiva” contro il cancro. Un approccio promettente, ma con alcuni limiti. Ogni anticorpo possiede un “uncino" molecolare diverso dagli altri in grado di riconoscere i “nemici” dall’antigene, una sorta di “codice a barre” costituito da un piccolo frammento di una proteina che un virus, un fungo o un batterio trasporta prevalentemente in superficie. Nel nostro organismo ci sono tanti linfociti T diversi: la loro specializzazione deriva dal “recettore dei linfociti T” (TCR), una molecola presente sulla superficie del linfocita. Esistono anche linfociti addestrati per combattere i tumori, ma purtroppo sono molto rari e spesso non bastano per eliminare le cellule "cattive"...(CONTINUA)
fonte: http://salute24.ilsole24ore.com/articles/14213-riaddestrare-le-cellule-soldato-per-colpire-i-tumori-del-sangue?refresh_ce