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mercoledì 9 maggio 2012

I dinosauri causarono l'effetto serra attraverso le flatulenze (da Agi.it)

I sauropodi, giganteschi dinosauri saurischi esclusivamente erbivori e dotati di collo lungo, testa piccola e coda lunghissima, potrebbero aver causato un notevole riscaldamento del pianeta nel Mesozoico, a causa del metano rilasciato mediante le emissioni dei loro gas intestinali. Questi dinosauri erano diffusi circa ben 150 milioni di anni or sono (hanno vissuto in Zimbabwe tra il Triassico e il Cretaceo) e, come le moderne mucche, erano caratterizzati da batteri intestinali che favorivano la digestione attraverso la fermentazione dei vegetali ingeriti. Un processo che però produceva grandi quantitativi di metano, un potente gas serra. La ricerca scientifica, effettuata da un team facente parte della ''University of St Andrews'' e pubblicata sulla rivista del settore 'Current Biology', rivela che queste quantità erano superiori a quelle rilasciate da tutte le attuali fonti di metano, sia naturali che di origine umana...(CONTINUA)
fonte: http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201205091500-eco-rt10152-dinosauri_studio_shock_causarono_effetto_serra_con_flautolenze

sabato 5 maggio 2012

Andare a correre con moderazione allunga la vita (da CittàOggiWeb.it)


Due ore di corsa alla settimana: sarebbe questo l'elisir di lunga vita. A sostenerlo sono i ricercatori del Bispebjerg University Hospital di Copenhagen, secondo i quali, con un paio d'ore di jogging nell'arco di 7 giorni si guadagnerebbero 6 anni di vita, mentre attività più intense non darebbero lo stesso beneficio. Per trentacinque anni, i ricercatori hanno seguito oltre 2.000 individui di varie fasce di età. Dai dati raccolti, è emerso che la corsa ha ridotto la mortalità del 45 per cento, allungando la vita di 6,3 anni nei maschi e di 5,5 nelle femmine. “La relazione tra intensità dell'esercizio e benefici forma una tipica 'U' come succede ad esempio per il consumo di alcool - affermano gli autori dell'indagine - la mortalità è più bassa in chi pratica un'attività moderata rispetto a chi non ne fa affatto o chi invece ne fa troppa”. Secondo gli esperti, infatti, il ritmo ideale è quello che fa sentire leggermente senza fiato, ma non troppo.  “La parte bassa della 'U' si ha tra un'ora e due ore e mezza di esercizio a settimana, divise in tre volte - dicono gli studiosi - i benefici sono infiniti, dalla regolarizzazione dell'attività cardiaca alla diminuzione della sensibilità all'insulina”.
FONTE: http://www.cittaoggiweb.it/notizie-in-rete/03-05-2012/Salute-corsa-moderata-per-allungare-la-vita_41654.html

giovedì 3 maggio 2012

In diretta il buco nero che divora e ingoia la stella (da Corriere.it)

Un team di astronomi dell’Università 'Johns Hopkins' di Baltimora (USA), sono stati spettatori di un epocale fenomeno cosmico: in tempo reale hanno osservato un buco nero che divora e assorbe una stella e ne hanno ricostruito l'evoluzione al computer. Gli astronomi si trovano ormai d’accordo che al centro della maggior parte delle galassie si trovino enormi buchi neri, pari a milioni di masse solari. Fintanto che non assorbono nessuna materia stellare, i buchi neri si trovano in una sorta di letargo. Tuttavia, se una stella si avvicina troppo a loro, può essere lacerata da un’eccezionale attrazione gravitazionale. Come riferisce la rivista scientifica Nature, il gruppo di ricercatori coordinato da Suvi Gezari, sono stati testimoni di un evento cosmico raro: una stella, probabilmente una gigante rossa, si è avvicinata troppo a un buco nero ed è stata squarciata per effetti mareali. Edo Berger, del Centro di astrofisica americano Harvard-Smithsonian di Cambridge (Massachusetts), ha spiegato così la scoperta: «Abbiamo assistito in tempo reale alla morte di una stella e alla sua digestione». Simili eventi di distruzione mareale non capitano tutti i giorni. Gli esperti stimano infatti che in ogni galassia se ne verifichi uno ogni 10 mila anni. Ma com’è stato squarciato l'astro? Il malcapitato percorreva un’orbita molto stretta attorno al buco nero; è girato vorticosamente e si è notevolmente riscaldato. Infine, prima di scomparire completamente, ha brillato ancora un’ultima volta. Un vero e proprio «dramma cosmico», riassumono gli studiosi...(CONTINUA)
(a cura di elmar burchia dal Corriere.it)
fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_maggio_03/buco-nero-mangia-stella-burchia_8190bc1e-951d-11e1-ad93-f55072257a20.shtml