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domenica 24 dicembre 2017

Tolosa, brillante città franco-iberica che trasuda storia


Nel corso dell'estate 2017, mi sono recato per una settimana nella città francese di Tolosa, e ho immortalato alcuni cimeli cittadini in alcune foto pubblicate sul sito Fidelity House. Qui ve le propongo. 




A mio avviso, è una città sottovalutata in quanto si ricorda sempre Parigi non approfondendo altre città come appunto Tolosa, che brilla per vivacità, storia e colori: verrete colpiti dai colori rosa e violetta, poichè quasi tutte le costruzioni sono di tonalità rosea corredati da parti violette (porte, infissi e persiane). Si tratta dei colori che prevalgono in questa città al confine con la Spagna, dettaglio che emerge dalle traduzioni iberiche di tutte le strade e piazze.


Il centro di Tolosa è rappresentato dalla place Esquirol attraversata dalla rue de Metz che termina sul Pont-Neuf. La Place Esquirol era il luogo del foro in epoca romana all'incrocio del Decumanus e del Cardo Maximus. 


La Place du Capitol è situata là dove in epoca romana stava la principale porta di accesso sul lato settentrionale delle mura. Oggi è la piazza principale di Tolosa. Vi si affaccia il teatro omonimo. St Cyprien è il quartiere sulla riva opposta. 


Tra i numerosi musei sono da segnalare: Museo Saint-Raymond, contenente reperti di tipo archeologico. Museo di Tolosa, un grande museo di storia naturale (il secondo più grande in Francia dopo il Museo di storia naturale di Parigi). Musée des Augustins, un museo di belle arti. 


Da vedere anche l’attuale municipio, il Capitole, con le sue sale storiche magnificamente decorate e l’immensa piazza che sfoggia una croce occitana. Lasciando scivolare lo sguardo sotto un androne si possono, talvolta, scoprire giardini e facciate di estrema bellezza. 


Tra le tappe obbligate a Tolosa c’è la Basilica di San Saturnino, la più grande chiesa romana d’Occidente classificata dall’Unesco in quanto tappa importante sul cammino di Santiago. Le serate sono animatissime di giovani nel centro di Tolosa. La città, infatti, è la seconda sede universitaria di Francia dopo Parigi. 


A Tolosa lo sport più seguito è il rugby e, se capitate durante una partita, la città è un vero spettacolo. Se siete appassionati di aerei, a Tolosa ha sede una delle fabbriche aeronautiche più importanti del mondo: l’Airbus. Lo stabilimento, visitabile, si trova a due passi dall’aeroporto. Poco distante si trova anche la Cité de l’espace, un parco a tema dedicato alle conquiste spaziali. 

http://foto.fidelityhouse.eu/arte/giardino-nel-cortile-del-musee-des-augustins-a-tolosa-francia-42750.html

martedì 19 dicembre 2017

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sabato 16 dicembre 2017

Scoperta base per terapia contro Parkinson


Rilevate le molecole che sabotano il sistema nervoso provocando il Morbo di Parkinson. Si tratta dei minuscoli aggregati proteici. L’analisi strutturale di queste molecole (oligomeri di a-sinucleina) e la loro azione sabotatrice ai danni del sistema nervoso è stata svelata da un team di ricerca internazionale di cui fa parte il team toscano di Fabrizio Chiti, professore emerito di Biochimica, in un articolo della rivista 'Science' dal titolo “Structural basis of membrane disruption and cellular toxicity by a-synuclein oligomers”.


Gli esami di tossicità che hanno rivelato i meccanismi molecolari alla base della patologia sono stati effettuati in particolare dal Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche “Mario Serio” dell’Università di Firenze. La ricerca è gestita da Alfonso De Simone dell’Imperial College di Londra (Regno Unito), mentre altri contributi sono arrivati dai laboratori presso l’Università di Cambridge (Gran Bretagna), l’Università di Saragozza (Spagna) e l’Università di Southampton (Gran Bretagna). Gli studiosi hanno isolato 2 forme di oligomeri di a-sinucleina, una tossica e l’altra innocua, e ne hanno svelato le modalità di interazione con le membrane biologiche, a livello molecolare, grazie a sofisticate tecniche di risonanza magnetica in soluzione e allo stato solido, oltre ad altri metodi di indagine bio-fisica.


“I risultati emersi da questo lavoro – dice Fabrizio Chiti – hanno non solo un valore legato all’avanzamento delle conoscenze dei meccanismi della malattia di Parkinson, ma offrono anche la base molecolare per un possibile intervento terapeutico“. Lo stesso gruppo di ricerca fiorentino aveva contribuito a individuare una molecola in grado di scalzare gli oligomeri tossici di a-sinucleina dalla membrana neuronale permettendo l’avvio di una sperimentazione su 40 pazienti in corso dal maggio 2017 negli Stati Uniti approvata dal Governo e di cui sono attesi i risultati della prima fase entro fine anno. 

fonte/credits to: https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/16/parkinson-scoperte-le-molecole-che-sabotano-il-sistema-nervoso/4043283/

martedì 17 ottobre 2017

Villa Floridiana e Museo Duca di Martina, a Napoli



Voglio parlarvi di un luogo dove ho il piacere di passare un pò di tempo libero, sia di mattina che di pomeriggio: si tratta della Villa Floridiana, grande parco verde sito nel quartiere Vomero, a Napoli, nei pressi della signorile via Cimarosa e dell'altrettanto elegante via Aniello Falcone. In questa struttura architettonica, di proprietà borbonica (dall'acquisto nel 1817 di Ferdinando I di Borbone alla moglie Lucia Migliaccio di Floridia), è presente dall'anno 1927 il Museo nazionale della ceramica ''Duca di Martina''. 


Questo Museo vanta una ricca collezione di oggetti e cimeli donati da Placido de Sangro, duca di Martina, nel 1911: si tratta di vari tipi di manufatti (vetri, cuoi, coralli, avori e soprattutto porcellane e maioliche) acquistati dal Duca a metà '800 nelle maggiori capitali europee e radunati insieme qui.
Il parco della villa Floridiana è una scenografica alternanza di tortuosi sentieri e ombrosi boschetti, bellissimo quello di camelie, con ampie zone occupate da praterie e aperte verso il golfo. La villa Floridiana, già esistente nella prima metà del XVIII secolo, agli inizi dell’Ottocento apparteneva agli eredi di Cristoforo Saliceti, ministro di polizia del governo murattiano, i quali, nel 1817, furono costretti a svendere l’appezzamento al re Ferdinando di Borbone, che intendeva destinarlo a residenza estiva della moglie morganatica Lucia Migliaccio di Partanna, duchessa di Floridia, sposata in Sicilia nel 1814, tre mesi dopo la morte della regina Maria Carolina.

http://foto.fidelityhouse.eu/arte/ritratto-di-lucia-migliaccio-duchessa-di-floridia-44878.html 

L'architetto Antonio Niccolini ebbe l'incarico di ristrutturare la vecchia costruzione e tra il 1817 e il 1819 realizzò la villa in stile neoclassico e l'ampio parco di stile romantico. Ho raccolto in questo post una serie di foto da me realizzate nella Villa Floridiana e pubblicate su Fidelity House.

fonti / credits to: FidelityHouse - Polo Museale Campania 

sabato 22 luglio 2017

Le mucche avrebbero super-anticorpi per combattere l'HIV

Un team di ricercatori è riuscito ad ottenere anticorpi "ampiamente neutralizzanti" contro il virus HIV creandoli all'interno di alcune mucche. Questi animali sono stati sottoposti a ripetute immunizzazioni con proteine che simulano l' "involucro" che avvolge l'HIV. 


Come si legge sulla rivista scientifica ''Nature'', la scoperta potrebbe far fare notevoli passi avanti verso un vaccino per il virus dell'AIDS, anche se non si sa ancora se la procedura seguita garantisca anche negli esseri umani la stessa risposta. Solitamente, gli anticorpi ampiamente neutralizzanti sono generati negli esseri umani, coinvolgendo in un gruppo di persone infette dall'HIV. Uno degli obiettivi finali dell'immunoterapia contro l'HIV è infatti quello di produrre un vaccino che induca questo processo di generazione ma il risultato si è dimostrato difficile da raggiungere negli esseri umani e in una varietà di altri modelli animali.


Le mucche, tuttavia, sembrano produrre anticorpi che detengono maggiori potenzialità per divenire ampiamente neutralizzanti: così, Dennis Burton e colleghi facente parte dello Scripps Research Institute di La Jolla, California, hanno immunizzato 4 mucche con una proteina chiamata BG505 SOSIP, la quale è stata progettata per "simulare" la membrana esterna del virus HIV. Gli scienziati hanno poi osservato la rapida generazione di anticorpi ampiamente neutralizzanti: una mucca, dopo 42 giorni, ha prodotto anticorpi capaci di neutralizzare il 20 % dei 117 sottotipi di HIV testati.

fonte: http://www.saperescienza.it/news/medicina-salute/cresciuti-anticorpi-contro-l-hiv-dentro-le-mucche-21-7-17/1698-cresciuti-anticorpi-contro-l-hiv-dentro-le-mucche-21-7-17