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mercoledì 24 ottobre 2012

Breve sguardo su Cracovia (da Virgilio Viaggi)

Cracovia rappresenta un gioiello dell'Europa dell'Est, chiamata anche la "Roma del Nord" a causa del gran numero di chiese e monasteri che si trovano all'interno del centro storico, oggi interamente pedonale. L'antica capitale della Polonia è oggi una città culturalmente molto attiva, crocevia di persone e culture diverse. Per il viaggiatore Cracovia è sicuramente una delle città low cost per eccellenza. Oltre ad offerte molto interessanti per i voli e hotel anche la vita è molto economica. Principale attrattiva di Cracovia è la città vecchia (Stare Miasto) che è diventata monumento mondiale preservato dall'Unesco. Il cuore pulsante di Stare Miasto è costituito dalla Piazza del Mercato (Rynek G³ówny). 


E' una delle piazze più grandi d'Europa su cui si affacciano i maggiori monumenti della città tra cui al centro il Palazzo del tessuto (Sukiennice), che attualmente ospita negozi e ristoranti, numerose chiese tra cui la Basilica di Santa Maria, la Chiesa di San Wojciech e il Museo Nazionale di Cracovia, il Municipio a torre, il Barbican, una torre difensiva che un tempo faceva parte delle mura, nei pressi della Porta Floriana, ed il castello del Wawel, ex sede del regno polacco che si affaccia sulla Vistola. Una delle sedi del Museo Nazionale, il Museo Czartoryski, ospita la celeberrima Dama con l'ermellino di Leonardo da Vinci. All’interno del Wawel si trova un altro grande richiamo storico-architettonico: la cattedrale di San Venceslao uno dei luoghi di culto più importanti della Polonia dove sono sepolti i più importanti regnanti polacchi. 


Uscendo dal castello dalla parte che si affaccia sulla Vistola si scende nel piccolo parco alla base della collina dove si trova la grotta del leggendario drago sconfitto da Krak. Il suo spirito continua a vivere grazie a una statua d'acciaio che emette una poderosa fiammata a intervalli regolari. Cracovia dà varie attrattive anche all'esterno della città vecchia. Un piacevole spunto ce lo dà il quartiere ebraico, il quale vide deportare la sua comunità negli anni bui dell'invasione nazista. Per tale motivo Spielberg ambientò qui parte del suo celebre Schindler's List. Oggi sono rifioriti negozi e locali all'insegna della cultura yiddish e all'interno della vecchia sinagoga è ospitato il museo dell'Olocausto. 

fonte: http://viaggi.virgilio.it/reportage/europa/cracovia-splendida-citta-low-cost.html

sabato 20 ottobre 2012

Vodafone 4G - Buzz Paradise


Tra qualche giorno arriverà la linea 4G della Vodafone in Italia: Milano e Roma saranno le prime città italiane a poter usufruire della nuova linea veloce di trasmissione dati e della sua relativa qualità. A tal proposito, gustati il video qui sotto proposto da Buzz Paradise!

venerdì 19 ottobre 2012

L'Unione Europea finanzia chi produce energia da rifiuti e stoppa aiuti a chi produce da mais

Sarà sempre meno conveniente coltivare la terra per produrre colture destinate a convertirsi in carburante, togliendo spazio a quelle destinate all’alimentazione, e invece verranno agevolati privati e imprese che s’impegneranno a usare scarti e rifiuti per realizzare benzina. Meno benzina dal mais e dalla colza e attenzione massima, invece, in investimenti europei più massicci per favorire la produzione di bio-carburanti sostenibili. Il commissario europeo all'energia, Gunther Oettinger e quello all'azione per il clima, Connie Hedegaard, hanno proposto un'iniziativa che lancia un deciso giro di vite alle direttive Ue sulle energie rinnovabili e sulla qualità dei carburanti. Di fronte alle importanti sfide che attendono il pianeta - dal contrastare i cambiamenti climatici al garantire la sicurezza alimentare - Bruxelles ha scelto di cambiare parzialmente indirizzo.


Sino a poco tempo fa, i bio-carburanti sembravano offrirsi come un’alternativa sensata e pulita ai derivati del petrolio. L’alto prezzo del greggio e il surriscaldamento globale avevano indotto molti governi e numerose aziende energetiche ad investire nei primi carburanti verdi. Anche in Europa si era imposta questa linea, che però dopo soltanto 2 anni è già stata rivista. La Commissione Ue infatti considera che a partire dal 2020 i biocarburanti potranno ricevere un incentivo finanziario «solo se comportano significative riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra e non sono prodotti da colture destinati all'alimentazione dell'uomo o degli animali».


La benzina al mais, infatti, secondo gli studi più aggiornati sul tema, influenza negativamente i costi dei beni primari e finisce per avere scarsi effetti sulla riduzione dell’inquinamento. Molto meglio, secondo l'Unione Europea, incentivare la ricerca sui biocarburanti alternativi, chiamati anche di seconda generazione, provenienti da materie prime non alimentari, come i rifiuti o la paglia, i quali emettono gas a effetto serra in quantità decisamente inferiori ai carburanti fossili.


fonte: http://gogreen.virgilio.it/news/green-economy/benzina-meglio-dai-rifiuti-stop-aiuti-ai-biocarburanti-di-1-generazione_8069.html

giovedì 18 ottobre 2012

Twitter censura il primo account: era di un gruppo neo-nazista tedesco

Il celebre micro-blogging Twitter aveva annunciato a gennaio l'introduzione della "censura selettiva", ovvero l'opportunità di bloccare i contenuti sgraditi alle singole nazioni. Da allora non è mai capitato che il social network dovesse poi sul serio applicare quanto dichiarato possibile, almeno fino a oggi...Infatti, Twitter ha bloccato l’account di un piccolo gruppo neonazista in Germania su richiesta della polizia locale.


Si sono infatti verificate le condizioni che hanno spinto Twitter a bloccare un account poiché in contrasto con le leggi di uno Stato. Il primo account a essere bloccato da Twitter per i contenuti è stato quello di Besseres Hannover, un gruppo neo-nazista tedesco accusato di avere a che fare con episodi di violenza verso immigrati. Il gruppo - nel mirino delle autorità anche perché accusato di distribuire materiale razzista nelle scuole - è stato messo al bando in Germania e ora la polizia di Hannover ha chiesto a Twitter di bloccare l'account, cosa che è avvenuta. Tuttavia, si tratta di "censura selettiva": i tweet di Besseres Hannover violano la legge tedesca e pertanto in Germania non sono visibili, ma restano accessibili dal resto del mondo, Italia compresa.



Su Twitter e non solo si è già scatenata la discussione tra chi non ritiene una grave perdita l'oscuramento di un gruppo neonazista e chi, pur condividendo l'idea, teme che questo precedente sia un pericolo grave per la libertà di espressione. D'altra parte, Twitter non è esattamente nuovo al blocco dei contenuti sgraditi: sebbene l'account dei Besseres Hannover sia il primo a venire bloccato in base alle regole introdotte a gennaio, già durante le Olimpiadi di Londra c'era stato il caso del giornalista britannico sospeso dal social network (e poi riammesso) a causa delle parole poco gentili rivolte verso un dirigente del canale televisivo statunitense NBC. 


Dal canto proprio, Twitter mette le mani avanti spiegando l'intento per bocca di Alex Macgillivray: «Non vogliamo mai bloccare i contenuti; è bene avere gli strumenti per farlo in maniera rapida e trasparente». In un altro messaggio su Twitter, Macgillivray ha pubblicato anche il link per leggere la lettera con ui la polizia tedesca ha richiesto la chiusura dell’account del gruppo neonazista, messo fuorilegge il 25 settembre scorso. Nella lettera, si sottolinea che l'organizzazione in questione - la Besseres Hannover - è stata messa al bando dal governo in Germania a fine settembre. La nuova politica permette all'azienda di San Francisco di bloccare contenuti nei singoli Paesi se i cinguettii violano le leggi locali.


Intanto, scoppia anche l' 'allarme pedofili' sul social dei cinguettii: di recente infatti, sul sito di microblogging sono comparsi numerosi profili i cui utenti postavano link di foto con minori o spammavano messaggi chiedendo agli altri iscritti di pubblicare le foto dei propri figli previo compenso. Risultato, negli ultimi due giorni gli utenti italiani si sono ribellati e stanno chiedendo a gran voce che la società intervenga per far fuori questi pervertiti. Ma non solo, in tanti stanno anche invitando i propri contatti a segnalare i profili sospetti alla polizia criminale.

fonte: corriere.it

mercoledì 17 ottobre 2012

Luoghi da visitare: SOFIA (da Repubblica Viaggi)

In piazza Nezavisimost, se si abbassano gli occhi si vedono gli scavi romani e alzandoli invece si osservano gli imponenti palazzi della burocrazia socialista. Per apprezzare Sofia - città con tanto verde, un centro di griffe italiane - bisogna avere coscienza di cosa fosse la capitale della Bulgaria prima del crollo del muro: una città grigia e problematica. Adesso, invece, altro che grigia. La capitale bulgara ha molto da offrire. Tra un passato fatto di memorie antiche e medievali, le recenti memorie sovietiche e un presente di grande vitalità.


Il lungo viale Zar Osvoboditel (il Liberatore) conduce al cuore religioso della città, passando per Plostad Batenberg, una delle piazze delle sfilate di regime, ora trasformata, con il Palazzo Reale da un lato e un bel giardino su cui affaccia anche il Teatro Nazionale. Fontane, orchestrine e parco giochi con tanti bambini sono l’ideale per una pausa pranzo in uno dei bar all’aperto. Sul giardino affaccia anche il ristorante del Grand Hotel Sofia: per un zuppa di patate, una ricca insalata e una bevanda si spendono 20-30 Lev (10-15 euro). La più piccola e preziosa Santa Sofia, fatta costruire dall’imperatore Giustiniano, e la trionfante e ben più grande e recente chiesa Alexandr Nevski sono il cuore religioso della capitale. Nella grande piazza prospiciente la chiesa di Alexandr Nevski anche un mercatino con icone religiose (imitazioni), modernariato militare e vecchie macchine fotografiche.


Il furore della distruzione dei simboli del passato regime ha trovato un’interessante razionalizzazione nel Museo Totalitarian Art, sito in periferia (10 lev per andare in taxi, uno solo con la metropolitana modernissima, fermata Dimitrov, un chilometro dal museo). Anche questa è una passeggiata nella storia recente. Nel giardino si trovano molte statue e teste di Lenin, ritratto sempre nella classica posa cupa e pensierosa, lo sguardo lontano; e anche la famosa stella sull’ex palazzo del partito, strappata via con un elicottero.


Nella mostra statue piccole di Stalin e quadri della rivoluzione socialista. È una visita (10 lev) che vale la pena. Una passeggiata sul Bulevard Vitosha (dal nome della grande montagna di 2290 metri che domina la città) può iniziare dal centro, dalla chiesa (Carkva) Sveta Nedelja, dove lo Zar Boris nel 1925 subì un attentato dei rivoluzionari (morirono 123 persone, ma non il sovrano), per proseguire tra hotel, vetrine di lusso e ristoranti, verso lo Juzen Park dominato dal grande Palazzo della Cultura. Molto vivace anche il quartiere ricco di mercatini e giardini ai due lati del viale.


Nel 441 fu saccheggiata dagli Unni, quindi ricostruita da Giustiniano. Fu città bulgara dal VII sec., ma nel 1018 fu presa dai Bizantini. Ritornò bulgara alla fine del XII sec, dove fu uno dei maggiori centri del Secondo Regno Bulgaro. Fu chiamata Triaditza dai Bizantini, Sredetz dai Slavi. Assunse l'attuale nome Sofia nel XIV sec. dalla basilica Santa Sofia. Nel 1382 cade sotto dominazione turca, sotto i quali fu un modesto centro economico. Liberata dopo la guerra Russo-Turca (1878) divenne la capitale del Terzo Regno Bulgaro nel 1879. La città si sviluppò rapidamente passando da 20.000 a 300.000 abitanti (1939).

fonte: http://viaggi.repubblica.it/articolo/sofia-roma-lenin-e-oltre/226390
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martedì 16 ottobre 2012

In Brasile si studia quanto gas serra emana una coltivazione di caffè

Quanto inquina una tazzina di caffè? Per rispondere a questa domanda, il Centro di energia nucleare in agricoltura dell'Università di San Paolo (Brasile), sostenuto da Illycaffè, ha messo in piedi uno studio sulle emissioni di gas serra nelle coltivazioni. L'obiettivo è quello di aiutare tutta la filiera produttiva a identificare i problemi e a privilegiare quelle tecniche agricole alternative che, pur non pregiudicando la produzione, riducano le emissioni dei gas responsabili dell'effetto serra.


Coordinata da Carlos Clemente Cerri, specialista di cambiamenti climatici, la ricerca è attualmente in corso nel Minas Gerais, lo Stato brasiliano dove si concentra il 68 per cento della produzione di caffè del Paese. ''Nel prossimo futuro, i consumatori esigeranno queste informazioni e noi dobbiamo metterci nelle condizioni di dare risposte adeguate'', ha spiegato. Lo studio misurerà l'impatto del settore del caffè attraverso l'identificazione dei principali gas emessi nel processo di coltivazione. In cima alla classifica ci sono anidride carbonica, metano e ossido di diazoto.


E gli studiosi hanno già scoperto che a inquinare più di qualunque altra cosa quando si coltiva caffè sono i fertilizzanti, in particolare quelli azotati. Secondo Cerri, questo tipo di concimazione rilascia infatti ossido di diazoto, uno dei peggiori gas serra. Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno analizzato tre importanti regioni del Minas Gerais: Cerrado, Matas de Minas e Sul de Minas. In Matas de Minas è emerso che il 75 per cento del totale delle emissioni analizzate è dovuto all'uso di concimi contenenti azoto, contro il 68 per cento nel Cerrado e il 59 per cento nel Sul de Minas.


Il primato del Matas de Minas è presto spiegato: qui il 91 per cento della concimazione del terreno viene realizzata attraverso fertilizzanti azotati sintetici e solo il restante 9 per cento con sterco di bovino e polpa di caffè. Per Cerro c'è soltanto una strada da seguire sul breve termine: ''Intensificare l'uso di fertilizzanti organominerali, che generano una diminuzione dei costi, una riduzione delle emissioni e un incremento del rendimento''.