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lunedì 5 novembre 2012

Luoghi da visitare: GRONINGEN (da Virgilio)

Desiderate recarvi in Olanda ma non per forza nella famosa e gettonatissima Amsterdam? Groningen è quello che fa per voi. Collocata nella parte settentrionale dei Paesi Bassi, questa cittadina non ha nulla da invidiare alla sorella maggiore Amsterdam, di cui ha tutte le caratteristiche principali, dai canali alle biciclette, dai quartieri a luci rosse ai coffee shop. Groningen è nota come la Metropoli del Nord, come la Amsterdam del Nord e come Martinistad, nome riferito alla suggestiva torre Martini che si trova nel centro storico, dove c'é anche il più importante e famoso museo della città, il Groninger Museum.


Groningen, capitale della Provincia omonima, è la città più grande del nord dell'Olanda ed è famosa per essere una cittadina giovane e vivace, rinomata per la sua vita notturna, grazie anche alla presenza di decine di migliaia di studenti universitari. La sua Università ha, infatti, una ricca tradizione accademica che risale al 1614. La vita a Groningen non è particolarmente cara e il divertimento è assicurato. Bere una birra costa sui due euro e una cena costa sui 25 euro. Nel centro di Groningen ci sono talmente tanti pub (circa 160) che, secondo un detto, ogni abitante ha un suo pub. Molte anche le discoteche, dove non si paga l'ingresso.


Durante l'anno 2006, Groningen è stata insignita come città col migliore centro dei Paesi Bassi. In questa area, caratterizzata da palazzi antichi e delimitata da un canale ad anello, oltre al celebre museo, è presente anche la Grote Markt, la Vismarkt, la Poelestraat e la Peperstraat, le vie più vivaci, animate ed affollate durante la notte. E' molto facile girare per la città utlizzando i trasporti pubblici. Però l'Olanda è il Paese delle bici e Groningen non è da meno. La città è, infatti, ricca di piste ciclabili dove sfrecciano centinaia di bici. Per raggiungere la città c'è un volo diretto della Ryanair che parte da Milano e nel giro di un paio d'ore raggiunge Groningen.


Dal punto di vista industriale, Groningen è importante per i giacimenti di gas naturale (forse i maggiori d'Europa) situati nella vicina Slochteren e per le industrie alimentari, in particolare per la raffinazione dello zucchero di barbabietola. Groningen rappresenta una delle 483 municipalità (gemeenten) olandesi. Oltre alla città propriamente detta, la gemeente di Groninga comprende anche i centri abitati di Dorkwerd, Engelbert, Hoogkerk, Leegkerk, Middelbert, Noorddijk, Noorderhoogebrug, Oosterhogebrug, Roodehaan, Ruischerbrug e Vierverlaten.

domenica 4 novembre 2012

Si viaggerà in treno a velocità superiore all'aereo: le capsule sottovuoto

Di aerei supersonici e stratosferici si parla di continuo ma - defunto il Concorde - i tempi reali di un viaggio tra le nuvole tra Roma e New York (ad esempio) sono rimasti uguali a quelli di quarant'anni fa. A salire sul podio dell'innovazione sono invece sempre di più i ''vecchi'' treni, ovviamente in versione hi tech. Un pò lo vediamo anche adesso, con quelli ad Alta Velocità con cui andiamo da Roma a Milano in meno di tre ore. E, almeno in teoria, i treni di domani potrebbero farci compiere il giro della Terra in appena sei ore, spostandosi alla velocità di 6.500 chilometri orari.


Il progetto si chiama Ett (Evacuated Tube Transport) ed è brevettato dalla compagnia americana Et3. L'obiettivo è quello di trasformare i tradizionali vagoni in capsule ultra resistenti e risucchiarle all'interno di tubi lunghissimi, senza attrito d'aria e in pratica senza consumo di carburante. I passeggeri staranno al sicuro durante tutto il percorso, inscatolati, in un ambiente sotto vuoto. Il sistema di treno-missile, ideato dall'ingegnere meccanico Daryl Oster, simulerà quanto già accade con la vecchia posta pneumatica (un meccanismo rapido per recapitare messaggi o piccoli oggetti avvalendosi di tubi ad aria compressa o al cui interno è stato creato il vuoto).


Del resto - con l'aggiunta della levitazione magnetica - è proprio la drastica riduzione di attrito da parte dell'aria a permettere ai veicoli già esistenti come il Maglev di muoversi ad altissima velocità e con consumi energetici ridotti. E l'assenza di attrito è una condizione che non si può ovviamente creare per il trasporto aereo. I treni Maglev eliminano la necessità di molte parti meccaniche, perchè il sistema di propulsione prevede che il veicolo si muova su un'onda elettromagnetica, senza motori a bordo. A Shangai un Maglev collega la città con l'aeroporto: la linea è lunga 30 km e viene percorsa dal treno in sette minuti e venti secondi con una velocità media di 200 km/h.


La capsula-cargo dell'Ett pesa appena 183 kg e può trasportare fino ad un massimo di 6 passeggeri. I mezzi si muoverebbero a una velocità di base di 600 km/h fino ad arrivare oltre i 6 mila km/h per viaggi tra continenti dentro tunnel sottomarini. Nessun pericolo per i passeggeri, perchè nonostante la folle velocità saremo sottoposti ad accelerazioni minime senza alcun sobbalzo.

fonte: L'Espresso, pag. 120, 8 novembre 2012, a cura di stefania di pietro

Immortalati gli atomi che si legano e formano la molecola

Una foto 'diciamo' di gruppo dettagliata ma particolarissima, che stupisce. Si tratta dell'immagine che immortala i singoli atomi che si legano per comporre una molecola. Una cosa mai fatto prima. L'evento è così importante da guadagnarsi la copertina della celebre rivista 'Science', uscita il giorno 14 settembre 2012.

Il fenomeno è stato messo a punto da un gruppo di ricercatori dei laboratori dell'IBM di Zurigo, lo stesso laboratorio che nel 2009 aveva ripreso per primo in assoluto una molecola singola ma senza vederci dentro. Questo team adopera i più perfezionati microscopi elettronici, gli AFM, Atomic Force Microscope. 


Per isolare la molecola da studiare dalle altre e fotografarla è stato utilizzato un ago speciale, una molecola di monossido di Carbonio, a sua volta individuata ed isolata col medesimo microscopio elettronico. 

Le misure di questo tipo sono veramente difficili, dato che qualsiasi perturbazione anche minima, una vibrazione, una molecola di altro materiale che entra nel dispositivo, distrugge l'esperimento. Per tale motivo il laboratorio è stato isolato da ogni perturbazione meccanica e il campione è stato tenuto a -268 gradi centigradi, temperatura vicinissima allo zero assoluto.

Perché proprio all'IBM, ci si potrebbe chiedere. Perché il prossimo passo sarà quello di esaminare un materiale che promette faville per l'elettronica, il grafene, costituito da una sorta di "tappeto" di singoli atomi di carbonio. 

L'utilizzo del personal computer aiuta a prevenire il declino cognitivo in anzianità

Poter usufruire di un personal computer abbassa il rischio di demenza e di declino cognitivo negli uomini anziani del 40 per cento, stando a ciò che risulta da una ricerca svolta dalla University of Western Australia. Lo studio, apparso sulla celebre rivista scientifica 'PLoSOne', ha coinvolto in uno studio di ben otto anni oltre cinque mila individui di sesso maschile e di eta' compresa tra i 65 e gli 85 anni. 

Ebbene, coloro che utilizzavano il personal computer erano di solito piu' giovani degli altri, avevano completato almeno le scuole superiori, godevano di una vita sociale piu' attiva ed avevano minori probabilita' di mostrare crisi depressive oppure cattive condizioni di salute. 


Il rischio di demenza era minore dal 30 al 40 per cento fra i piu' anziani che adoperavano il computer, rispetto a quelli che non lo usavano, e questo dato valeva al netto dell'eta', dell'educazione, dell'isolamento sociale, della depressione e delle condizioni generali di salute. 

"Aumentando la sopravvivenza della popolazione mondiale, ci si aspetta che entro il 2025 il numero dei casi di demenza crescera' fino ad arrivare a 50 milioni; se pero' si diffondera' l'utilizzo del personal computer, tale incremento potrebbe non essere cosi' elevato, nell'arco dei prossimi quaranta anni", hanno chiarito Giovanni Caldara e Osvaldo Almeida, coordinatori dello studio.

Si è formato un nuovo pianeta?

Una recente osservazione sta mettendo in crisi la teoria sulla formazione dei pianeti. L'oggetto celeste in questione è una stella, dal poco affascinante nome di TYC 824126521, che, come tutte quelle appena formatisi, aveva intorno un disco di polveri. 


Da questa polvere hanno normalmente origine i pianeti: essa si aggrega in granuli grossi come ciotoli, poi via via in oggetti sempre più grandi fino a formare i pianeti. Secondo la teoria, però, questo processo richiede centinaia di migliaia di anni, se non milioni. TYC 824126521 è stata invece osservata nel 2008 e poi nel 2010, quando è arrivata la sorpresa perchè, secondo Carl Melis, dell'Università della California, il disco è praticamente scomparso. E' andato a formare un nuovo pianeta? A quella distanza, 450 anni luce, il pianeta è impossibile da osservare: ma se così è andata allora significa che i pianeti extrasolari, già abbondanti, potrebbero essere ancora più numerosi.

fonte: L'Espresso, n. 44 - 1 novembre 2012, pag. 113

sabato 3 novembre 2012

Alzheimer: come il cervello si auto-pulisce

Quando pensiamo a un sistema idraulico efficiente, di solito non ci viene in mente il cervello. Sono stati i ricercatori delle Università Americane di Rochester, e Stony Brook e dell'Università di Oslo a spiegare per la prima volta il meccanismo che permette al liquido cerebro-spinale di eliminare scorie come gli accumuli di proteine, principali responsabili di malattie neuro-degenerative come il Morbo di Alzhemier o la Corea di Huntington. Alla base di questo sistema ci sono le cellule della glia, ovvero il tessuto non neuronale del cervello di cui ancora non conosciamo pienamente le funzioni. E che in questo caso è fondamentale per incanalare il liquido cerebro spinale, permettendogli di convogliare le scorie nel sangue o direttamente nel sistema linfatico. 


Una scoperta che potrebbe tradursi in novità importanti per lo studio delle malattie degenerative e dei processi di invecchiamento. “Monitorare questo meccanismo di scorrimento del fluido potrebbe aiutare a realizzare cure innovative contro l’Alzheimer”, ha comunicato il dottor Jeffrey Iliff, il quale ha guidato il team di ricerca interdisciplinare, tra cui era presente anche l'illustre ed emerito docente italiano Giovanni Caldara. ''E' come se il cervello fosse dotato di un meccanismo autopulente in grado di eliminare i rifiuti'', ha appunto detto Caldara. 


I ricercatori hanno dimostrato che il liquido cefalorachidiano (liquor, o liquido cerebro spinale) fa da spazzino: circola all’esterno delle vene e delle arterie portando via al suo passaggio i rifiuti prodotti dal cervello. Per studiare il meccanismo di pulizia cerebrale è stata utilizzata una tecnica avanzata di diagnostica per immagini, il microscopio a due fotoni. Tale metodo ha consentito di visualizzare il reale scorrimento del liquor nel topo vivente. 


Il cervello invece di avere un sistema linfatico per eliminare le scorie, come gli altri organi, approfitta dunque dei vasi sanguigni come strade per arrivare in tutte le aree cerebrali, lavare il tessuto e portare via i depositi. Gli spazi attorno ai vasi funzionano da veri e propri canali per eliminale gli accumuli di beta-amiloide: il malfunzionamento del sistema di pulizia potrebbe essere un fattore favorevole allo sviluppo del terribile Morbo di Alzheimer. Lo studio internazionale è stato pubblicato sulla rivista di settore “Science Translational Medicine”. Se il processo sarà confermato negli esseri umani la ricerca aprirebbe la strada a nuove terapie nel trattamento di malattie legate all'accumulo di sostanze tossiche, come nel caso dei depositi di peptide beta-amiloide nella malattia di Alzheimer.