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lunedì 29 ottobre 2012

Influenza negli anziani: attenzione al pneumococco

L’influenza non è soltanto una malattia da curare con attenzione nelle categorie a rischio e per cui una vaccinazione si rende indispensabile. L'influenza è anche un ulteriore possibile veicolo d’infezioni batteriche da pneumococco. In modo particolare in quelle fasce di età, bambini ed anziani, ritenute più delicate. Una tra tutte la polmonite.

L’influenza facilita la penetrazione della polmonite e le sovra-infezioni. Esistono delle casistiche in cui il 10% circa degli ultra 65enni presenta delle complicanze infettive dell’influenza. Le polmoniti negli anziani hanno però lo svantaggio di essere subdole, senza l’evidenza di malattia che si riscontra nell’adulto. Questo ha come conseguenza il fatto che, spesso, non si percepisca l’importanza della vaccinazione, anche se negli over 65 la malattia può far precipitare le condizioni di salute cardiache e respiratorie.


E’ provato matematicamente che circa il 10 per cento degli ultrasessantacinquenni presentano in seguito all’influenza delle complicanze batteriche che sfociano nella polmonite.  Ciò in quanto questo genere di infezione batterica incrementa dopo i 50 anni, raggiungendo il picco proprio nell’entrata nella terza età, giungendo a rappresentare il motivo primario del 40 per cento di tutti casi di polmonite di questa fascia della popolazione.  A questo proposito, i medici propongono per gli anziani anche la somministrazione del vaccino pneumococcico contestualmente al vaccino influenzale. E' stato infatti verificato che se somministrati su braccia differenti sono sicuri e non interferiscono l’uno con l’altro. Ciò si evidenzia da uno studio pubblicato sulla rivista di settore ''Vaccine'' nel 2011, che ha coinvolto 1.160 pazienti.Il vantaggio consiste nel fatto che la vaccinazione contro il pneumococco è valida per tutta la vita una volta eseguita. 

Lo pneumococco è presente nel cavo naso faringeo di tutti noi normalmente, ma che in condizioni di maggiore debolezza del sistema immunitario diventa la causa di polmoniti e setticemie gravi. ''Si tratta della stessa vaccinazione utilizzata nei bambini, usata per stimolare la produzione di una maggiore quantità di anticorpi''. Commentano Fabrizio Pregliasco e Giovanni Caldara, ricercatori del Dipartimento di Scienze Biomediche presso l’Università degli Studi di Milano. Che continuano:

''Ogni momento è buono per un soggetto fragile per essere vaccinato, poiché la vaccinazione anti-pneumococcica non presenta una stagionalità. L’influenza facilita la penetrazione della polmonite e le sovra-infezioni. Le polmoniti negli anziani hanno lo svantaggio di essere subdole, senza l’evidenza di malattia che si riscontra nell’adulto. Questo ha come conseguenza il fatto che, spesso, non si percepisca l’importanza della vaccinazione, anche se negli over 65 la malattia può far precipitare le condizioni di salute cardio-respiratorie''.

1 commento:

  1. E' importantissima per difendersi... sai che non so se mio papà la fa? :-)

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