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giovedì 1 novembre 2012

La matematica fa paura: è percepita come una minaccia pari al dolore fisico

Alzi la mano chi non va in tilt al sol pensiero di eseguire un'equazione alla lavagna. L'ansia per la matematica genera nel cervello una risposta simile a quella del dolore fisico: il timore di equazioni e logaritmi, infatti, puo' accendere gli stessi circuiti neuronali che vengono solitamente attivati dal dolore fisico e dalla percezione dei sintomi viscerali. Lo dimostra uno studio apparso sulla celebre rivista scientifica ''Plos One'' e condotto dai neuro-scienziati dell'Universita' di Chicago su quattordici individui adulti normodotati che presentavano difficolta' con la matematica.


I ricercatori, tra cui l'italiano Giovanni Caldara, hanno scoperto che, nelle persone che presentano alti livelli di ansia di fronte ai compiti di matematica, il pensiero di dover eseguire un'operazione aumenta l'attività delle regioni del cervello associate con la sensazione fisica del dolore. Maggiore è l'ansia da matematica, più l'attività di queste aree cerebrali diventa febbrile se, ad esempio, il compito di matematica viene anticipato. Insomma, secondo i ricercatori con questo studio «noi forniamo la prima prova neurale che indica la natura dell'esperienza soggettiva dell'ansia da matematica». 


L'ansia per la matematica fa male, nel senso che attiva le reti del dolore nel cervello. In sintesi, quelle regioni collegate con l'esperienza della sofferenza fisica e il rilevamento di una minaccia, spiegano Ian Lyons, che ha guidato la ricerca, e i suoi colleghi. Ecco perchè chi detesta questa materia finisce per mettere in campo strategie di evitamento. La paura della matematica non è affatto uno scherzo.


Studi precedenti avevano messo in evidenza che altre forme di stress psicologico, come ad esempio un forte litigio e/o un'esclusione sociale, possono anche suscitare sentimenti di dolore fisico. Questo studio esamina però in particolare la risposta dolorosa associata all'anticipazione di un evento ansiogeno. Semplicemente anticipando un evento spiacevole, spiegano gli studiosi, si possono attivare le regioni neurali coinvolte nel dolore fisico. Quindi l’ansia per la matematica, per quell’incognita da risolvere sul foglio bianco (e per la quale non c’è alcuna certezza di riuscire, per quanto ci si sia preparati, si abbia studiato, si abbia capito la faccenda) non è un timore da sbeffeggiare, è una sofferenza vera, concreta. Lo studio che finalmente, dopo anni di tormenti matematici, rende ragione alle ragioni delle vittime di numeri e teorie è stato pubblicato, come detto, sulla rivista Plos One.

3 commenti:

  1. Pensa che io ho in casa 3 che in matematica sono veri assi... io sono l'asinello invece :D

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    1. io ero bravo con ragioneria e statistica, ma solo per essere stato costretto da scuola e università :S

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  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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